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Dicembre 2016

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In questo numero torniamo ai massimi livelli di automobilismo, ma non in modo convenzionale, e così facendo diamo una spinta allo sviluppo dei propulsori elettrici. Presentiamo inoltre la nostra Jaguar I-PACE Concept, un nuovo rivoluzionario modello prenotabile adesso e pronto alla consegna nel 2018.

PIÙ DURO DEGLI NESSUNO

PIÙ DURO DEGLI NESSUNO È STATO KING OF COOL ALLA STREGUA DI STEVE MCQUEEN E FORSE NESSUNO LO SARÀ MAI. MA, RICHARD WILLIAMS CHIEDE, È STATA QUESTA LA SUA MIGLIORE PERFORMANCE? ALTRI? Alla vista di quel sorriso beffardo le ginocchia delle donne cominciavano a cedere. Quel lento sorriso, che alzava gli angoli della bocca, ma lasciava i suoi occhi azzurri tanto gelidi quanto un ruscello di montagna, diceva agli uomini di cercare il pericolo. Le mutevoli espressioni del viso di McQueen erano più esplicite delle parole, cosa che lo rendeva una presenza convincente sullo schermo, e, al di fuori di esso, una figura, anche se spesso difficile, così seducente per molti altri. Dopo essere diventato un attore “di cassetta” alla fine degli anni ’60 con una serie di film di successo che includeva La grande fuga, Il caso Thomas Crown e Bullitt, avrebbe potuto godersi tranquillamente la sua restante carriera, in competizione con Newman, Beatty e Redford per i ruoli migliori, pur tenendo a bada contendenti più giovani come Pacino e De Niro. Tuttavia dietro quell’aspetto esteriore freddamente distaccato si celava un’ambizione mai soddisfatta che avrebbe fortemente danneggiato la sua carriera prima che la sua vita si spegnesse, a causa di un tumore, all’età di 50 anni. Nel fiore degli anni aveva contribuito a creare un’immagine che, come quella di Audrey Hepburn, definiva un ideale di stile post-guerra. Insieme a James Dean e Bob Dylan fu uno di quelli che trasformò l’antimoda – semplici T-shirt, stivali consumati, jeans strappati – in moda. Uomini, che non erano neanche nati quando morì, sognano ora di acquisire parte della sua aura indossando un giubbotto Baracuta G9 color fulvo chiaro o un orologio Heuer Monaco a cassa quadrata e con quadrante blu. McQueen nacque nel 1930 in una cittadina fuori Indianapolis. Il padre, un pilota che faceva spettacoli itineranti con una pattuglia acrobatica, poco dopo la sua nascita lasciò la moglie. Lei, incapace di far fronte al compito di crescere da sola il figlio, lo affidò ad un zio, che possedeva una fattoria nel Missouri e presso il quale il ragazzo poté godersi la vita all’aperto e il dono di un triciclo. Questo felice interludio terminò quando il ragazzo, all’età di 8 anni, ritornò a Indianapolis per vivere con la madre e un patrigno con il quale non andava d’accordo. Ma visto che si trovava facilmente nei guai e scappava di casa, venne riportato alla fattoria dello zio. Quando la madre si trasferì a Los Angeles, sposandosi per la terza volta, chiese che il figlio tornasse a vivere con lei. Il nuovo patrigno era tuttavia un uomo violento e il ragazzo diventò presto membro di una gang di strada. Come per incantesimo il riformatorio californiano, presso il quale la madre si vide costretta ad inviare il ragazzo, lo mise in riga, e Steve, dopo averlo lasciato all’età di 16 anni, ritenne doveroso mantenere un legame con l’istituto per tutta la vita. Dopo aver lavorato come operaio e tagliaboschi, nonché aver prestato servizio per tre anni presso il corpo dei Marines, ritornò ancora una volta dalla madre, questa volta a New York. Per un certo periodo vissero in un appartamento a Greenwich Village finché nel 1952 iniziò a studiare recitazione con la celebre insegnante Stella Adler, attratto dalla professione anche perché questo sembrava un buon modo per conoscere ragazze. Nel periodo dell’apprendistato teatrale usciva con la giovane attrice siculo-irlandese Gia Scala, guadagnandosi da vivere partecipando a gare motociclistiche su un percorso a Long Island. Dopo il suo debutto nel 1955 in Un cappello pieno di pioggia, partì alla volta di Los Angeles. Subito scritturato dal giovane e ambizioso agente Hillard Elkins, debuttò sullo schermo in Lassù qualcuno mi ama, biografia di un pugile, con Paul Newman e diretto da Robert Wise, 56 THE JAGUAR

IMMAGINI: GETTY IMAGES/JOHN DOMINIS THE JAGUAR 57

 

JAGUAR

THE JAGUAR

 

La rivista The Jaguar celebra l’arte della performance con articoli esclusivi che stimolano i sensi, dalla guida dinamica al seducente design fino alla tecnologia d’avanguardia.

Con un'intervista esclusiva a Eva Green, attrice fuori dal comune e star della campagna Jaguar, questo numero è un concentrato di spirito Jaguar. Potrai ammirare Jaguar XE 300 SPORT e XE SV Project 8 scatenarsi sui pendii vulcanici della Sicilia. E poi potrai andare dietro le quinte di due record mondiali, vedere il debutto stagionale del campionato Jaguar I-PACE eTROPHY, imparare i segreti del brivido da tre esperti del settore e molto di più.

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