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Novembre 2017

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L’ultimo numero della rivista The Jaguar presenta un nuovo ‘cucciolo’, la nuova E-PACE sportiva, pratica e compatta, che attira già l’attenzione sulle strade. A fronte del nostro impegno di elettrificazione di tutte le Jaguar a partire dal 2020, esaminiamo in che modo superare i limiti in pista può contribuire a sviluppare le nostre vetture sportive, iniziando a scrivere la storia dell’automobilismo a Le Mans, passando al Nürburgring con l’estrema XE SV Project 8 e facendo da guida al Campionato FIA di Formula E.

GORILLAZ Jamie Hewlett

GORILLAZ Jamie Hewlett (a sinistra) e Damon Albarn, cofondatori dei Gorillaz In uno scialbo pomeriggio all’inizio del 2017, l’artista Jamie Hewlett è seduto in una sala riunioni non meglio definita in un edificio nella Shaftesbury Avenue, armato del suo portatile e del suo caratteristico sorriso inquieto. È qui per svelare l’ultima incarnazione dei personaggi che creò quasi 20 anni addietro quando lui e Damon Albarn, pilastro dei Blur, diedero alla luce la loro band virtuale, i Gorillaz. Il loro ritorno con il nuovo album dal titolo “Humanz”, che a loro detta è un party album per contrastare questi tempi travagliati, verrà celebrato con una variopinta storia di copertina che andrà ad abbellire il numero di giugno di Q, la bibbia inglese della musica. Per questa occasione Hewlett creerà un’immagine esclusiva. Per i profani, il gruppo virtuale è composto dal cantante 2D (al secolo Stuart Pot), dal bassista Murdoc Niccals, dal batterista americano Russel Hobbs e da Noodle, la chitarrista giapponese (nonché fanatica di Jaguar!), tutti e quattro caratterizzati dal proprio particolare carattere e dal proprio passato. E quando Hewlett preme i tasti del suo Mac, si capisce che durante questi cinque anni di assenza, a differenza della maggior parte dei personaggi dei cartoni animati, anche i membri del quartetto sono invecchiati. La formazione dei Gorillaz risale al 1997, anno in cui Hewlett il grafico e Albarn il musicista si ritrovarono di fronte ad un vicolo cieco creativo ed emotivo. Negli ultimi 10 anni Hewlett aveva intrapreso un percorso come co- creatore di Tank Girl, la serie a fumetti con protagonista una teenager anarchica e contemporanea. Iniziò anche a collaborare con la rivista di spicco Deadline, creando le copertine per alcuni complessi rock, in particolare per i ragazzacci inglesi punk di The Senseless Things. Nel frattempo Albarn cominciava a stufarsi di essere legato al carrozzone del ‘Britpop’ e alla sua band Blur; i suoi gusti musicali tra l’altro continuavano ad espandersi e puntavano alla prolifica scena undergroup hip hop, alla musica elettronica americana, al deep soul, al dub e alla world music. I due, prossimi a compiere 30 anni, si trasferirono in un appartamento a Westbourne Grove. Qui si fecero un’abbuffata di MTV, rattristati dal carattere prefabbricato della musica offerta, prima di escogitare un piano per creare una band puramente fittizia. Albarn lavorò alla musica con vari collaboratori, mentre Hewlett disegnò ciò che ascoltava, passando questa informazione ai membri della band immaginaria che stava creando. Nelle mani di altri artisti, i Gorillaz probabilmente sarebbero stati un progetto a breve termine, ma per Hewlett e Albarn si rivelò una liberazione. L’omonimo debutto della band avvenne nel marzo del 2001; con quattro singoli nella top 40 inglese e i loro relativi video, capeggiati dal rivoluzionario brano Clint Eastwood, l’album era accompagnato da una miriade di FOTO: PAL HANSEN / GETTY IMAGES 30 THE JAGUAR

I GORILLAZ SONO DETERMINATI A PORTARE IL LORO PUBBLICO IN UN MONDO TOTALMENTE NUOVO ulteriori contenuti visivi scaricabili, a conferma di un semplice dato di fatto: i Gorillaz erano determinati a portare il loro pubblico in un mondo totalmente nuovo. Certamente i signori Hewlett e Albarn non sono stati il primo gruppo musicale ad avere usato l’animazione per raggiungere un pubblico di massa. Questa onorificenza spettò ai Beatles quando si ritrovarono a vestire i panni dei protagonisti nel loro omonimo cartone animato per la televisione, tre anni prima di Yellow Submarine, il loro acclamato film del 1968. La serie durò tre stagioni e 39 episodi e portò Paul, George e Ringo in luoghi in cui andarono nella vita reale (dalla Transilvania all’Africa) alle prese con malattie assurde (l’“autografite”, ad esempio) e strani ma veri nemici, tra cui dei vampiri. Un anno dopo il lancio del cartone animato sui Beatles, il pubblico adolescente americano fu rapito da un programma televisivo che rese reale questa prima serie animata, alla stregua di The Monkees che spopolarono nei salotti di tutta la nazione. Fu il loro arrivo in concomitanza con il successo di cartoni animati come Alvin and the Chipmunks e i Flintstones che portarono alla creazione del primo gruppo virtuale animato nel 1967: The Archies. Simili ad una versione garage del cast di Scooby-Doo, The Archies erano in realtà turnisti diretti da Don Kirshner, la mente che contribuì all’ascesa di The Monkees. Dotato di un orecchio perspicace, Kirshner, con la sua casa discografica, pubblicò nell’estate del 1969 Sugar Sugar, il successo degli Archies che raggiunse le vette delle classifiche americane ed inglesi. Se oggi il video di Sugar Sugar sembra un pittoresco figlio del suo tempo, cioè della fine degli anni Sessanta, è rimasta intatta la sua capacità di rappresentare la cultura giovanile degli ultimi cinquant’anni. Il legame tra il successo dei Radiohead del 1997, Paranoid Android, e il classico bubblegum pop di Kirshner può sembrare trasversale; tuttavia il video del primo fu prodotto dal fumettista svedese Magnus Carlsson, colui che fu responsabile della serie televisiva animata per adulti Robin e il cui stile grafico naif enfatizza il disagio postadolescenziale e l’umorismo del testo di Thom Yorke. I Radiohead non sono gli unici a consolidare la propria immagine con l’animazione grafica. Il video di One More Time del 2000 dei Daft Punk utilizza cartoni giapponesi per riflettere i suoni futuristici del brano. Dieci anni più tardi, il duo francese creò la colonna sonora di Tron: Legacy della Disney, il sequel del classico film di fantascienza dei primi anni Ottanta che a sua volta fu portavoce dello sviluppo del loro lato estetico. Nonostante il gran numero di artisti che utilizzarono l’animazione per diffondere il loro messaggio, pochi rimangono abili quanto i Gorillaz. Cinque album all’attivo, oggi i loro concerti sono uno stupefacente insieme di performance dal vivo mescolata all’animazione. Nel frattempo in Saturnz Barz, il primo singolo dal loro album più recente, è stata utilizzata la tecnologia di realtà virtuale immersiva a 360 gradi. Di fatto l’impatto tra animazione, musica e sviluppo tecnologico ha creato infinite possibilità per gli artisti di ogni dove. Tuttavia, Damon Albarn e Jamie Hewlett hanno dimostrato che senza lungimiranza, anima e cuore, queste possibilità scompaiono rapidamente. Phil Alexander è caporedattore delle riviste di musica MOJO, Q e Kerrang nonché conduttore radiofonico presso Planet Rock. SI RECLUTA L’INNOVAZIONE Jaguar Land Rover e Gorillaz iniziarono qualche tempo fa a collaborare per reclutare una nuova generazione di eccellenti ingegneri elettronici ed informatici e questa stimolante schiera di nuovi talenti sta già iniziando a far sentire la sua presenza. L’ultima edizione dell’app dei Gorillaz presenta un’area di reclutamento con una panoramica a 360 gradi all’interno del garage della casa della band virtuale nel quale i candidati possono affrontare una sfida strutturata in due fasi. La prima riguarda l’assemblaggio del prototipo Jaguar I-PACE, mentre nella seconda nonché più impegnativa parte, bisogna decifrare un codice nel formato ARG (Alternate Reality Game, gioco che da internet arriva al mondo reale). Chi otterrà i migliori risultati, passerà alla corsia preferenziale del processo di reclutamento. Per sfidare le potenziali leve che affronteranno questa impresa, Noodle, la chitarrista del gruppo e ambasciatrice di Jaguar Land Rover per la Formula E e le discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), chiede: “Riuscite a decifrare il codice? Mettete alla prova le vostre abilità! Ehi, magari porterete a casa il MIGLIOR lavoro che vi siate mai immaginati”. Alex Heslop, capo di Electrical Engineering, Jaguar Land Rover, ha aggiunto: “Il nostro obiettivo è quello di assumere migliaia di brillanti nuovi talenti nell’arco del prossimo anno. Questa app rappresenta un ripensamento radicale su come vogliamo attirare verso di noi i migliori candidati nei sistemi informatici, cibernetici, nello sviluppo delle app e nella performance grafica”. Scaricate la app dei Gorillaz dall’iTunes App Store o da Google Play THE JAGUAR 31

 

JAGUAR

THE JAGUAR

 

La rivista The Jaguar celebra l’arte della performance con articoli esclusivi che stimolano i sensi, dalla guida dinamica al seducente design fino alla tecnologia d’avanguardia.

In questo Nuovo numero di The Jaguar magazine, faremo un tour del Portogallo a bordo della rivoluzionaria Jaguar I-PACE e scopriremo come è nata questa irresistibile auto completamente elettrica, intervistando i principali protagonisti che hanno lavorato alla sua creazione. Resteremo sul tema dell’innovazione tecnologica dando un’occhiata ad una E-TYPE, classica nella forma ma innovativa nell’essenza, ed esploreremo gli ultimi trend dell’intelligenza artificiale e della smart home technology. Entreremo nel mondo delle grandi performance con un’intervista al pilota Nelson Piquet Jr. e alla star del tennis Johanna Konta, e ti porteremo sull’emozionante pista della Jaguar Ice Academy con dei passeggeri d’eccezione.

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I dati sui consumi forniti sono il risultato di test uffi ciali eseguiti dal produttore in conformità alla legislazione UE.
L'effettivo consumo di carburante di una vettura potrebbe differire da quello ottenuto in questi test e queste cifre hanno un valore puramente comparativo.