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Ottobre 2018

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Un eccitante viaggio in Algarve, Portogallo, a bordo di Jaguar I-PACE completamente elettrica | Uno sguardo ravvicinato sulla creazione di Jaguar I-PACE | Reinventare un classico: E-Type Concept Zero | Cinquant’anni dell’iconica berlina XJ | Un’intervista esclusiva con la star del tennis Johanna Konta | Può un supercomputer rivoluzionare l’arte?

MENTALITÀ VINCENTE A

MENTALITÀ VINCENTE A Johanna Konta viene spesso chiesto quale fu la svolta nella sua vita, il momento decisivo dopo il quale tutto iniziò ad andare al posto giusto. La risposta è: “Non credo in questo. Credo nel processo, nelle cose che accadono con il passare del tempo”. Da diversi anni, la ventisettenne giocatrice di tennis numero uno in Gran Bretagna fa parte dell’élite di questo sport, ma non è sempre stato così. Konta non fu una bambina prodigio, sul cui successo e sulla cui fama si puntava calorosamente. La sua scalata alla vetta è stata piuttosto graduale, una testimonianza della sua etica professionale, intelligenza e desiderio insaziabile di imparare piuttosto che del suo innegabile talento. Lei stessa ammette che è stato un viaggio caratterizzato da incredibili alti e bassi, in solitaria, e continue sfide. Nata a Sidney in Australia da genitori ungheresi, l’infanzia di Konta è stata tutto fuorché tradizionale: all’età di 12 anni i suoi genitori non la fecero più andare a scuola e iniziarono a darle lezioni private a casa per permetterle di concentrarsi sul tennis e a 14 anni si recò in Spagna per trascorrere un anno presso l’accademia Sánchez-Casal, dove il suo compatriota Andy Murray si allenò molti anni prima. Dopodiché si trasferì in Inghilterra con la sua famiglia, per poi fermarsi nella città costiera meridionale di Eastbourne e diventare cittadina britannica nel 2012. Konta si dimostrò una promettente giocatrice juniores, ma non compariva ancora nelle prime 300 in Australia quando venne scelta per un programma di talenti nazionali per soli 24 giocatori. Pete McCraw, che la scelse per il gruppo, raccontò che Konta si distingueva dagli altri grazie al suo approccio meticoloso e determinato. Non aveva problemi a essere diversa dagli altri e ben presto li superò. Come giovane professionista, Konta vinse diversi piccoli tornei e, mentre continuava a vincere contro più illustri avversarie, la costanza le dava del filo da torcere. Nel 2014, fece breccia nelle prime 100 a livello mondiale, ma alla fine dell’anno raggiunse solo il 150° posto. Poche persone al di fuori della sua cerchia si sarebbero aspettate l’ascesa che sarebbe quindi seguita. Alla fine di quella stagione, Konta iniziò a lavorare con lo psicologo sportivo Juan Coto su raccomandazione del suo allenatore. Anche se non le piace puntualizzare momenti cruciali nella sua crescita, è stata una mossa che è difficile lasciarsi sfuggire. Insieme allo spagnolo, lavorò per gestire i momenti di pressione, rimanere positiva e allenare la propria mente. Afferma che il suo intervento l’ha aiutata a cambiare il suo approccio nei confronti del tennis e della “DESIDERO SOLO POTER GUARDARE AL PASSATO E DIRE CHE HO DATO ASSOLUTAMENTE TUTTO CIÒ CHE POTEVO. È IL MASSIMO CHE SI PUÒ CHIEDERE A SÉ STESSI” vita in generale. “Alla fine ho preso la decisione consapevole di essere felice con ciò che avevo e che stavo raggiungendo. Come atleta professionista, è facile arenarsi e focalizzarsi sulle sconfitte e sulle battute d’arresto. Tutto può sembrare puramente orientato al risultato”. Un metodo a cui fa riferimento Konta continuamente è quello di “essere presente”. La pratica è usata nella meditazione e nella teoria della consapevolezza e può aiutare a raggiungere chiarezza e concentrazione, specialmente nei momenti in cui prendono il sopravvento le emozioni istintive. Ammette che c’è stato un momento nel suo percorso in cui rilassarsi era una vera sfida e questo ha sicuramente influito sui suoi risultati. Difficile a credersi se si guarda Konta oggi. Calma, impassibile e concentrata in campo, non sorprende il fatto che il suo idolo da piccola fosse Steffi Graf, giocatrice dal sangue freddo. Amante della routine, Konta si riferisce a qualsiasi analisi delle sue prestazioni o del suo approccio con i concetti di “processi” e di importanza di “stare in una bolla”. Può sembrare un generico discorso di auto-aiuto ma i risultati parlano da soli. Nell’estate del 2015, il suo nuovo approccio iniziò a dare frutti e si qualificò per gli US Open in buona forma. Benché in passato avesse vinto solamente una partita nel tabellone principale di un Grande Slam, ne vinse tre classificandosi tra le prime 16, battendo alcune delle 20 migliori giocatrici. “Lo vedo ancora come un accumularsi di eventi piuttosto che come uno specifico giro di boa”, riflette quando le si chiede se quello fu un punto di svolta. “Una volta raggiunta la vetta di uno sport, le differenze che ti separano dagli altri sono minime. Si tratta più di piccoli accorgimenti e FOTOGRAFIA: JOHANNA KONTA/ OCTAGON/ GETTY IMAGES 64 THE JAGUAR

Konta racconta che la decisione consapevole di essere più felice in campo e fuori dal campo è stato un elemento fondamentale per diventare una delle migliori giocatrici al mondo miglioramenti progressivi”. Racconta che lei e il suo team, composto da allenatore, preparatore fisico, fisioterapista, dottore e mental trainer, attualmente stanno avvalendosi della montagna di dati raccolti durante i suoi allenamenti e le sue partite. “Utilizzeremo i risultati per modificare il mio carico di allenamento e la mia alimentazione e per analizzare la mia capacità di recupero. Qualsiasi cosa per guadagnare un punto in più”. Dopo la sua rivelazione nel 2015, Konta terminò l’anno al 47esimo posto e fu nominata per il premio come “Most Improved Player” dalla Women’s Tennis Association. Tutte le speculazioni secondo cui la sua ascesa si sarebbe rivelata un fuoco di paglia svanirono velocemente agli Open d’Australia a gennaio 2016. Un primo turno a tabellone contro Venus Williams, che ammirava sin da ragazza, l’avrebbe scoraggiata nelle precedenti stagioni, ma Konta vinse tutti i set. A partire da quel momento, lasciò di stucco il mondo del tennis fino a raggiungere la semifinale. Durante il corso della stagione, continuava a salire in classifica e raggiunse il suo primo titolo a livello WTA finendo l’anno al decimo posto nella classifica mondiale. Questa volta si aggiudicò il premio “Most Improved Player” con una vittoria schiacciante. Dopo aver dimostrato di essere una protagonista nel mondo del tennis, Konta consolidò la sua posizione all’inizio del 2017, raggiungendo i quarti di finale agli Open d’Australia e vincendo due grandi tornei, tra cui vittorie contro avversarie di fama mondiale al Miami Open e la conquista del maggior titolo della sua carriera. Arrivò nel Regno Unito come una delle favorite a Wimbledon: Konta potrà dare il via a una festa nazionale? Mentre si stava facendo strada tra i vari turni, sembrava potesse farcela, prima di incontrare Venus Williams che alla fine l’arrestò in semifinale. Il successo di Konta le fece raggiungere il quarto posto in classifica e da allora ha consolidato la sua posizione come giocatrice d’eccellenza nel 2018, facendo un passo in avanti nell’intento di realizzare il suo sogno di infanzia, quello di diventare la migliore al mondo. Non che questo sia il modo in cui Konta definisca il successo. “Quando arriverò al termine della mia carriera, desidero solo potere guardare al passato e dire che ho dato assolutamente tutto ciò che potevo. È il massimo che si può chiedere a sé stessi. Dopo tutto, questo è solo uno sport e dovremmo goderci ogni occasione. Sarebbe un’esistenza piuttosto grama se dovessimo guardare solo ciò che ci sarebbe piaciuto fare, piuttosto che apprez - zare ciò che si ha”. THE JAGUAR 65

 

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La rivista The Jaguar celebra l’arte della performance con articoli esclusivi che stimolano i sensi, dalla guida dinamica al seducente design fino alla tecnologia d’avanguardia.

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